Il social lending è un finanziamento che avviene tra privati. Il prestito non viene emesso attraverso il classico canale banca (o società finanziaria) ed il cliente finale. Con il social lending o peer-to-peer lending (abbreviato anche in P2P lending) il capitale prestato viene erogato da un soggetto privato.

Con il social lending di solito le quote capitale di un prestito vengono suddivise tra tanti prestatori. Facciamo un esempio pratico per semplicità:

  1. Marco richiede un prestito di € 1.000 per la durata di 12 mesi ad un tasso di interesse del 10%. Il prestito verrà restituito integralmente in una rata finale che comprende capitale ed interessi quindi € 1.100 totali.
  2. Il prestito viene suddiviso tra tanti investitori (supponiamo 10 per semplificare) quindi ogni prestatore fornirà € 100 di capitale a Marco.
  3. Alla scadenza del prestito, Marco rimborserà il totale di € 1.100. Questo verrà restituito nelle giuste proporzioni ai vari investitori quindi € 110 per ciascuno dei 10 investitori.

Nel peer-to-peer lending lo scambio dei capitali avviene esclusivamente tramite piattaforme online . Esse si occupano di raccogliere la richiesta di prestito dei debitori e le offerte di capitali dai prestatori. Il tutto viene poi automatizzato per incrociare domanda e offerta.

 

Questo sistema è nato nel 2005 in Gran Bretagna e si è poi diffuso anche in altri Paesi del mondo, in “primis” in USA. In Italia è arrivato nel 2007 ma è solo negli ultimi 2 anni che sta riscuotendo una maggiore diffusione. Le piattaforme Italiane sono vigilate ed autorizzate direttamente dalla Banca D’Italia.

 

Se volete saperne di più vi rimando al link di wikipedia in merito al social lending.

 

Se volete conoscere le piattaforme disponibili in Europa andate nella sezione piattaforme di questo sito.

 

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