Quando ero bambino, i miei genitori ebbero la lungimiranza di sottoscrivere dei buoni fruttiferi postali con i soldi che mi erano stati regalati in occasione di compleanni e battesimo. Era la fine degli anni 70, inizi anni 80. L’economia e l’inflazione in Italia galoppavano di pari passo e gli Italiani iniziavano a godere di un discreto benessere.

Quando fui grande e decisi di frequentare l’università, molto lontano da casa, quei buoni mi furono stati consegnati. All’epoca ricordo che mi furono dati 2 buoni del valore nominale di Lire 50.000 e 2 buoni di Lire 100.000. Non molto direte voi, ma quando andai ad interpretare la famosa “tabella a tergo” mi resi conto, con grande sorpresa, di quanto fossero cresciuti in valore quei 4 buoni fruttiferi.

Tabella interessi Buono fruttifero postale da Lire 50.000

 

Erano passati quasi 20 anni, il valore si era praticamente moltiplicato per 6 volte quello dei buoni da Lire 50.000 e ben 10 volte quello dei buoni da Lire 100.000. Niente male,  tutto grazie all’elevato tasso di interesse al quale erano stati emessi.

Ad uno ad uno, convertii i buoni negli anni successivi quando ne ebbi bisogno per continuare i miei studi universitari.

 

 

 

 

 

 

Tabella interessi Buono fruttifero postale da Lire 100.000

 

Ho raccontato questo episodio in quanto, in quegli anni, i nostri genitori erano più lungimiranti di quanto lo siamo noi oggi, facendo scelte che avrebbero migliorato il nostro futuro. Era prassi molto comune investire i propri risparmi in Buoni Fruttiferi Postali.

Verso la fine degli anni 80 inizi anni 90, questa prassi venne affiancata anche dalla sottoscrizione dei famosissimi BOT. L’idea che tanto piaceva (e piace) agli investitori Italiani era quella di “investire con rendimento a tasso fisso”.

 

Come sempre tutto ha un inizio ed una fine, negli ultimi 20 anni i rendimenti dei titoli di stato BOT, BTP, CCT, CTZ hanno rendimenti molto bassi (raramente si arriva al 4% lordo, probabilmente ci si avvicina con il BTP ventennale o trentennale).

 

 

Una buona alternativa oggigiorno per far crescere i risparmi dei nostri figli è sicuramente quella di investire nel social lending e crowdfunding. I tassi di interesse sono paragonabili ai vecchi Buoni postali degli anni 80 con le relative logiche di re-investimento degli interessi maturati. Si possono scegliere e costruire liberamente conti di deposito con tassi di interesse a partire da un notevole 9%.

Per eventuali chiarimenti su come fare consultate le altre pagine di questo blog dove sono riportati i miei investimenti sulle piattaforme Envestio e Mintos sulle quali sto adottando proprio questa logica di conservazione del valore per i risparmi dei miei figli.

 

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